C’è chi dice che visitare l’est canadese, senza sostare presso le cascate del Niagara, è come andare al mare in estate senza fare il bagno. Sono punti di vista, ma per chi ha deciso di intraprendere un viaggio in Canada, credo sia una tappa obbligata, se non la prima volta (sì perché ce ne saranno altre, ve lo garantisco), nei successivi viaggi.
Brevi cenni storici.
Le tracce dei primi uomini che “scoprirono” all’occidente le cascate del Niagara risalgono alla fine del 1600, inizi del 1700. Si trattava principalmente di esploratori delle nuove colonie europee, che dopo varie spedizioni, portarono a conoscenza tramite le pubblicazioni dell’epoca, la maestosità delle cascate stesse.
Prima di loro, la zona era abitata solo dalla tribù di indiani irochesi (pellerossa d’America) , chiamati Ongiara. Sembra che dalla lingua di questo popolo, chiamato anche “Neutrale” per via della loro opera di mediazione tra gli esploratori europei e le altre tribù locali, nasca il nome Niagara. Precisamente dalla parola “Onguiaahra” che significa “Acque tuonanti”.
Ovviamente non appena la popolarità aumentò, si incrementò il flusso di turisti verso questa splendida località, perfino il fratello di Napoleone passò a visitare le cascate nei primi anni del 1800. Per tutto il diciannovesimo secolo, la zona vide il fiorire dell’industria del turismo, e connesso a ciò, un’evoluzione dei collegamenti terrestri verso gli USA.
Mostri sacri del pionierismo ingegneristico cominciarono la costruzione di posti sospesi, in roccia e legno. Wikipedia ci viene incontro, pubblicando sulle sue pagine l’immagine riportata, che spiega bene quali fossero le principali vie di passaggio tra Usa e Canada di quell’epoca.
Contestualmente al movimento turistico, le cascate cominciarono a essere “ri-utilizzate” per produrre “energia”. Già nel XVI secolo, infatti, la loro potenza fu incanalata e sfruttata per gli allora mulini ad acqua. Alla metà del 1800 si produceva già energia elettrica per le cascate e per i paesi adiacenti, ma solo con la scoperta della corrente alternata verso la fine del secolo si costruirono condotte dedicate all’incanalamento delle acque verso turbine, potendo produrre fino a 75MW di potenza elettrica.
Dopo il periodo di crisi della guerra civile americana, la zona delle Cascate diventa, sotto una forte azione pubblicitaria da parte della New York Central (struttura che gestiva i trasporti ferroviari in America del nord), meta di Viaggi di Nozze. Per reggere tale movimento di mezzi, nel 1897 terminava la posa dell’attuale Whirpool Rapids Bridge, ponte in ferro ad uso prevalentemente ferroviario, tutt’oggi in funzione.
Solo con il 1941, fu costruito il Rainbow Bridge, il terzo punto di passaggio tra USA e Canada. La particolarità di questo ponte sta nella sua vicinanza alle cascate, rendendo il passaggio dello stesso molto spettacolare, in pratica un’attrazione del comprensorio.
Dal dopoguerra a oggi, il turismo verso le cascate del Niagara è andato aumentando, aiutato anche da avvenimenti mediatici e dall’utilizzo delle cascate come location di diversi Film.
Le Cascate

Il comprensorio delle Cascate del Niagara è situato sul confine tra USA e CANADA. Si parla, infatti, di Cascate del Niagara “lato canadese“ o “lato americano“. Come detto prima, la via di comunicazione più utilizzata per il passaggio è il Rainbow Bridge, che collega entrambe le rive in prossimità Cascate. Il fronte d’acqua in caduta, stimato in media in più di 100.000 metri cubi di acqua, è ripartito in tre diverse cascate.
Le più imponenti sono le “Horseshoe Falls“ o cascate a “Ferro di Cavallo“ data la forma particolare che l’erosione ha donato loro. Sono situate nel versante Canadese, 671 metri di fronte per più di 50 metri di salto. Spostandosi con lo sguardo, si scorge la “Goat Island“ o “Isola delle Capre”, che divide il ferro di cavallo dalle “American Falls”.
Quest’ultime hanno un fronte lineare di 250 metri, dove l’acqua salta per circa 27 metri. Questa differenza di altezza con le altre cascate è dovuta al fatto che qui non è presente uno strapiombo senza impedimenti, ma un cumulo di massi portati dal fiume stesso, si innalza dal fondo delle cascate occupando all’incirca il 50% delle stesse.
Se le guardassimo dall’alto, vedremmo una forma a W, dovuta alla differente erosione nei vari punti dell’estensione del fronte delle acque in caduta.
La terza e ultima cascata è la “Bridal Veil Falls” o “Cascata a Velo Nuziale”, è un “piccolo” fronte di caduta di 17 metri racchiuso tra l’isola delle capre e la “Luna Island”, che a sua volta la divide dalle cascate americane. Questa isoletta ha preso tale nome perché nelle notti di luna piena, è possibile vedere il “Moon Rainbow”, in altre parole l’arcobaleno creato dalla luce lunare che si riflette nelle nuvole create dall’acqua in caduta sulle rocce.

Niagara Falls, parco e attrazioni.
Sulla sponda canadese delle cascate si estende il parco della Regina Vittoria, semplicemente magnifico e mantenuto in maniera impeccabile. Una parte del ricavato delle attrazioni è impiegato per la cura e la manutenzione del parco. Potete camminare in zone pedonali, ricche di fiori multicolori e di scoiattoli che passeggiano tranquillamente nelle aiuole. Se volete, potete anche farvi portate in giro a cavallo, grazie a meravigliose carrozze d’epoca.
Per il resto, la cittadina di Niagara Falls, è un mega parco divertimenti, dal Casinò per i più grandi, a una serie di attrazioni per i bambini come: il museo delle cere, la valle dei dinosauri, il tunnel dell’orrore, la ruota panoramica, la casa di Frankenstein, negozi di caramelle e sale giochi varie.
Ciliegina sulla torta, la “Skylon Tower”, dalla quale potrete cenare gustando, oltre al buon cibo, una visione d’insieme del parco da più di 250 metri d’altezza!
Per vivere al meglio le cascate, il Niagara Parks propone una serie di attrazioni particolari.
Una su tutte è il “Maid of the Mist”, una gita in barca a piedi delle cascate. Una volta indossato il Poncho Blu (ultimamente lo hanno cambiato in rosso ), obbligatorio salvo che non ci siano quaranta gradi e sentite caldo, la barca vi porta, passando dalle cascate americane dove farete la prima doccia, fino al centro del Ferro di Cavallo. E’ stata una bellissima esperienza, perché vedere le cascate dalla cresta di caduta, non è la stessa cosa che vederle 50 metri più in basso, hanno una forza incredibile … è questo il trucco per non rimanere delusi!
Seconda attrazione è il “Journey Behind the Falls”. E’ affascinante scendere sotto terra, girando per i cunicoli che portano direttamente sotto l’imponente caduta di acqua, leggendo tramite dei foto-racconti, la storia dell’evoluzione delle cascate.
Un’altra attrazione degna di nota è il “Niagara’s Fury”. Consiste in una proiezione cinematografica in 4D della creazione delle cascate, con sorpresa …
Ci sono altre attrazioni direttamente gestite dal parco stesso, le potete trovare nel sito NIAGARA PARK.
Vi ricordo infine che ogni sera, grazie ad uno stupefacente impianto d’illuminazione, le cascate brillano di luci multicolori, un effetto incredibile, vale la pena fermarsi a vederlo! Anche perché da Maggio ogni Venerdì, Sabato e nei giorni festivi, (anche il mercoledì in luglio/agosto) viene offerto un fantastico spettacolo pirotecnico.
Tirando le somme, credo che sia un’indimenticabile esperienza, passare almeno un giorno della propria vacanza presso le Cascate del Niagara, anche perché sono a 150 km da Toronto, quindi gestibili in giornata anche da chi rimane in città a dormire. Presto preparerò un articolo su un altro posto che merita di essere visitato, Niagara on The Lake.
Curiosità
Una curiosità che forse tutti non sanno è la leggenda che ha portato, fin dal 1846, all’apertura dell’attrazione del “Maid on the Mist”. Tale leggenda recita che, nei tempi antichi, la pacifica tribù degli Ongiara abitava le rive del Fiume Niagara. All’improvviso, per cause sconosciute, gli indiani cominciarono ad ammalarsi e morire. Gli indiani decisero quindi di inviare a Hinum, il Dio del Tuono che risiedeva in una grotta sotto le cascate, offerte in natura. Vedendo che le morti non cessavano, passarono ai sacrifici umani per calmare questa moria. Negli anni a venire, durante una cerimonia propiziatoria, una ragazza era inviata tramite una canoa, nel centro delle cascate offerta al Dio Hunim. Un anno, la sorte toccò alla più bella ragazza del villaggio, “the most beautiful maiden of the village”, la figlia del capo tribù “Occhio di Falco” che si chiamava Lelawala. Vestita di bianco, con una corona di fiori in testa, fu messa su una canoa di legno di betulla e sacrificata. I due figli del Dio Hinum, si contesero la giovane, prendendola in mano durante la caduta. Lei propose allora di offrirsi a loro solo se le avessero spiegato qual era il male che stava attanagliando la sua gente. Risposero che un grosso serpente giaceva sotto le cascate. Ogni anno, affamato, il serpente usciva in cerca di prede e andava ad avvelenare le acque del villaggio, per cibarsi poi delle persone che la bevevano.
Lelawala, saputa questa informazione, spiegò al suo popolo come sconfiggere il male che li affliggeva. L’anno a venire, il serpente fu scacciato da coraggiosi uomini del villaggio e scappò posando la testa e la coda da un capo all’altro della cascata, formando il Ferro di Cavallo che vediamo tuttora. La figlia di Occhio di Falco ritornò nella grotta di Hinum, dove da allora è chiamata “The Maid of The Mist“ ovvero “La fanciulla della nebbia” probabilmente indicando la schiuma che la cascata crea durante la sua caduta. Aprite bene gli occhi se andate sul battello!!!!
Uno dei maggiori problemi delle cascate del Niagara è l’erosione. Le cascate per moltissimi anni, hanno “camminato” dalla zona di Liwingstone (NY) fino alla locazione odierna, dividendosi in due grandi masse d’acqua. Pensate che fino all’inizio del 1900 la loro forza erodeva in media un metro e mezzo di “Ferro di Cavallo” l’anno. Dopo l’intensivo utilizzo per la produzione di energia idroelettrica, l’erosione è andata diminuendo, dai 70 cm medi annui degli anni ’50, agli attuali 35.
Il lato americano invece, ricevendo meno acqua, non è soggetto alla stessa erosione delle cascate canadesi, si sono stimati circa 1 cm per anno. Soffrono però di un altro tipo di problema. Negli anni ’70 furono portati a termine dei lavori di manutenzione, costruendo una diga temporanea per metterle in secca. Questo è stato necessario perché le rocce della cresta delle cascate erano intarsiate di crepe dette “a nido d’ape”, che facevano trafilare pericolose infiltrazioni nel terreno, soprattutto nei periodi di gelo/disgelo, contribuendo lo smottamento di grossi massi rocciosi. Addirittura la “Luna Island” fu chiusa al pubblico per un sospetto di cedimento. In data odierna, dopo la messa in sicurezza, possiamo godere in piena tranquillità, tutta la loro maestosità.